La giostra del piacere di Eric-Emmanuel Schmitt

TITOLO: La giostra del piacere
AUTORE: Eric-Emmanuel Schmitt
EDITORE: edizioni e/o
ANNO: 2013

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TRAMA: Piazza Guy d’Arezzo a Bruxelles è misteriosamente occupata da decenni da pappagalli di ogni specie. Si dice che molto tempo prima un console brasiliano avesse liberato i suoi volatili che avevano così occupato il parco nella piazza riproducendosi e popolando il posto con i loro colori sgargianti e le loro voci evocative. Attorno a questa piazza vivono vari personaggi che ricevono un giorno la stessa lettera autografa: “Questo messaggio solo per dirti che ti amo. Firmato: tu sai chi”. Un messaggio d’amore, apparentemente innocente, che dà il via a una catena di conseguenze che finiranno per sconvolgere la vita degli abitanti della piazza. Perché queste persone, ognuna con la sua storia, la sua vita sessuale, i suoi segreti, sono o diverranno molto più legate tra loro che per il semplice fatto di vivere nello stesso luogo. C’è Zachary Bidermann, potente commissario dell’Unione Europea, erotomane incallito il cui appetito sessuale non è placato né dalla moglie né dalle numerose amanti, ma che riceve prostitute-lampo anche nel suo ufficio tra due appuntamenti di lavoro. C’è Faustina, la sofisticata ufficio stampa di una grossa casa editrice che detesta il suo amante che le fa l’amore troppo bene e quindi la fa sentire schiava. C’è Josephine che convince il marito Baptiste a prendere in casa l’amante di lei Isabelle per fare un menage a tre epperò diventa gelosa… Tom e Nathan cercano di scoprire il segreto della lettera d’amore che sta scompigliando le vite degli abitanti della piazza mischiandoli in un groviglio di eventi tragici o comici ma via via più sorprendenti. Mentre l’indagine avanza, i corpi si allacciano, la temperatura dei desideri si fa rovente, la fantasia dell’eros si scatena, i cuori si spezzano, nascono gli amori, i dialoghi sprizzano intelligenza e humour, i segreti (non tutti) vengono svelati.

RECENSIONE: È un libro che riesce a catturarti nei labirinti delle innumerevoli storie d’amore, una pagina tira l’altra e prima che te ne accorga sono volate via 600 pagine. Il romanzo racconta, in maniera convincente e per nulla banale, la complessità di cui sono intrise le relazioni sentimentali umane, anche tramite l’esplorazione delle molteplici facce della sessualità. L’autore si tiene lontano da pregiudizi e moralismi, resta autentico in tutto il racconto, ricorrendo ad una prosa limpida, in grado di caratterizzare in maniera puntuale il modo di pensare di ogni personaggio. Spaccati di umanità si intrecciano in maniera avvincente legando le storie degli abitanti di Place d’Arezzo, luogo ‘mistico’ in cui si sono stranamente stanziate frotte di pappagalli, cocorite e altri volatili esotici. Leggendo, si avverte lo spiazzamento che produce l’incomprensibile e variopinto agire umano. Come sempre l’autore riesce a coinvolgere il lettore sin da l’inizio del libro in maniera squisita. Consiglio il libro a tutti che amano la raffinatezza e l’eleganza.

VOTO FINALE: 8+

BREVI ESTRATTI

  • «Sai, Nathan, mi piacerebbe non tradirti…»
.
    Nathan lo guardò commosso.
    «Carina questa dichiarazione».
    Sorrise alle cocorite con occhi umidi. 

    «Ecco cosa bisognerebbe dirsi quando ci si sposa. Invece di fare promesse impossibili si dovrebbe formulare questo semplice proposito: “Mi piacerebbe non tradirti”».
    Si portò la mano di Tom alla bocca e la baciò. 

    «Perché al mondo ci si tradisce così tanto, Tom?»
.
    «La domanda giusta sarebbe: perché ci impegniamo in promesse impossibili? Perché vogliamo negare la natura umana? Perché uomini e donne si sognano diversi da quello che sono?».
    «È il senso dell’ideale. Non siamo mica bestie. Almeno non io».
    «Confondi il senso dell’ideale con la negazione della biologia. Siamo agitati da pulsioni, non diversamente dai pappagalli e dalle cocorite qui sopra, pulsioni più forti di noi, più numerose di quelle che vorremmo, in direzioni che scelgono loro, non noi. Essere infedeli è naturale, noi però smettiamo di esserlo giurandoci frustrazione».
    «Pazienza. Ma mi piacerebbe non tradirti».
    «Anche a me, Nathan».
  • “La collera è un’impotenza che si crede forte.”
  • “Romantici sono il trasporto, il delirio, l’enfasi, il sacrificio, il martirio, l’omicidio, il suicidio. E costruirsi la vita su queste cose equivale a erigere una casa sulle sabbie mobili.”

 

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