La Cena di Herman Koch

TITOLO: La cena
AUTORE: Herman Koch
EDITORE: Beat
ANNO: 2010

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TRAMA: Due coppie sono a cena in un ristorante di lusso. Chiacchierano piacevolmente, si raccontano i film che hanno visto di recente, i progetti per le vacanze. Ma non hanno il coraggio di affrontare l’argomento per il quale si sono incontrati: il futuro dei loro figli. Michael e Rick, quindici anni, hanno picchiato e ucciso una barbona mentre ritiravano i soldi da un bancomat. Le videocamere di sicurezza hanno ripreso gli eventi e le immagini sono state trasmesse in televisione. I due ragazzi non sono stati ancora identificati ma il loro arresto sembra imminente. Cosa saranno capaci di fare per difendere i loro figli?

RECENSIONE: Il tema trattato è spinoso e inquietante, una lettura dal contenuto impegnativo, aspra e tagliente, in grado di provocare e destabilizzare la coscienza del pubblico. Questo romanzo ricorda a tutti quanto possa essere imprevedibile il futuro, quanto sia difficile allevare dei figli, quanto sia faticoso mantenere lucidità ed equilibrio in taluni frangenti, ma soprattutto quanto coraggio ci voglia quando la vita ti pone di fronte ad un bivio; verità o menzogna, pagare per gli errori commessi o fuggire dalle responsabilità.
Il punto di forza del lavoro di Koch è l’ottimo lavoro intrapreso intorno alla creazione dei personaggi: uomini, donne e adolescenti, colti senza veli, spogliati da finti buonismi, ritratti in preda alle proprie paure, schiavi di egoismi e di vizi latenti.
Una storia controversa e audace, alle cui pagine Koch sembra affidare un messaggio preciso, ossia di cosa possa emergere scavando sotto le normali apparenze di un nucleo familiare, mettendo in risalto l’altra faccia dell’essere umano, quella in cui, purtroppo, a volte ci si imbatte.

VOTO: 7+

FRASI:

  • La felicità basta a se stessa, non ha bisogno di testimoni.
  • Le famiglie infelici, e soprattutto le coppie infelici, non riescono mai a stare da sole. Più testimoni ci sono, meglio è. l’infelicità è costantemente alla ricerca di compagnia.
  • Che cosa sarei capace di fare per proteggere mio figlio? Fin dove sarei disposto a spingermi pur di preservare il suo futuro?”

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