I sette pazzi di Roberto Arlt

TITOLO: I sette pazzi

AUTORE: Roberto Arlt

EDITORE: sur nel 2012 e nel 2015 (in precedenza fu edito da Bompiani (1971), Edizioni E/O (2013) ed Giulio Einaudi Editore (2013))

ANNO: 2015

GENERE: Romanzo, narrativa

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TRAMA: Pubblicato nel 1929 e considerato uno dei grandi romanzi che inaugurano la letteratura argentina moderna, “I sette pazzi” racconta il bizzarro piano di un gruppo di cospiratori improvvisati, alle prese con la loro personalissima rivoluzione che muterà le sorti del paese, e che sarà finanziata grazie alla gestione di una catena di bordelli. Il protagonista, Erdosain, ladro e inventore di strambi fiori metallizzati, si imbarca nell’irrealizzabile impresa accompagnato da figure memorabili come l’Astrologo, il Ruffiano Melanconico, l’ebreo Bromberg e il Cercatore d’Oro. Tra immagini surreali e humour nero, Arlt ci regala un vero gioiello di dolore e follia, il viaggio nella mente di un uomo che sogna di cambiare il mondo, ma è destinato inevitabilmente a fallire. Prefazione di Julio Cortázar.

GIUDIZIO:  Genio e follia camminano insieme in questo fantastico romanzo di Roberto Arlt, considerato, insieme a Borges, il padre della letteratura argentina del Novecento:  personaggi assurdi e situazioni paradossali si alternano a momenti di solitudine e vuoto interiore. Libro bizzarro e strampalato, che non ha né inizio né fine, e che resta lì sospeso per aria, lasciando al lettore l’impressione di aver assistito a una pièce del teatro dell’assurdo.

« Che cosa sto facendo della mia vita, si chiedeva allora, volendo forse chiarire con questa domanda le origini dell’ansia che gli faceva desiderare un’esistenza nella quale il domani non fosse la continuazione dell’oggi, bensì qualcosa di diverso e sempre sorprendente, come nei film nordamericani, dove il barbone di ieri è oggi il capo di una società segreta, e la dattilografa avventuriera diventa una milionaria in incognito.
Questo bisogno di meraviglie impossibili da soddisfare […] gli lasciava in bocca un gusto di rabbiosa acidità e i denti sensibili come se avesse masticato limone. »

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