L’oceano in fondo al sentiero di Neil Gaiman

TITOLO: L’oceano in fondo al sentiero
AUTORE: Neil Gaiman
EDITORE: Libri Mondadori
ANNO: 2013
GENERE: Narrativa moderna

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TRAMA: Il romanzo comincia quando il narratore lascia il cimitero dopo la fine di una cerimonia funebre e si mette alla guida della sua auto senza una destinazione apparente: in realtà va a visitare i luoghi della sua infanzia che non vede da tantissimo tempo. Alla fine si ritrova sul sentiero che porta a una vecchia fattoria e a uno stagno. C’è una anziana donna sulla porta, che lo conosce e gli offre una tazza di tè. Mentre aspetta che l’acqua bolla, il narratore viene trascinato di quarant’anni indietro dai suoi ricordi, quando un inquilino della casa di famiglia aveva rubato la loro auto, dentro alla quale si era suicidato, evocando antiche forze che andavano lasciate in pace. Da quei ricordi si scatenano oscure creature che vengono da chissà dove e il narratore deve ricorrere a tutte le sue risorse per sopravvivere. L’orrore più terribile e minaccioso crea devastazioni indicibili. E il narratore, che ai tempi era solo un ragazzino, dispone come propria unica difesa di tre donne di una fattoria in fondo al sentiero… La più giovane di loro afferma che lo stagno è un oceano. La più anziana si ricorda del Big Bang.

OPINIONE“L’oceano in fondo al sentiero” è stato classificato come un romanzo per adulti, ma adatto anche ai più giovani, è profondamente sbilanciato verso il lato “cuore” della letteratura.
Il libro ci racconta alcuni spezzoni di vita di un bambino di sette anni, visto attraverso i suoi occhi, più precisamente dei ricordi di un adulto di quando era bambino (e in realtà lo è ancora). Il bambino dentro di noi non muore mai, qualsiasi sia la nostra età anagrafica, anche se a volte perdiamo il contatto con questa parte di noi, questa è una delle cose che il libro ci suggerisce.
Il racconto è visto con questi occhi di bambino. Un bambino (e un libro) aperto allo stupore e alla meraviglia.
Di questo libro mi è piaciuto subito tutto: lo stile con cui è narrato, pieno di humor e vita e paure e magia; l’immaginazione; il senso del mistero e di stupore di fronte a questo tutto di cui sappiamo così poco; il fissarsi su quei dettagli piccoli, che gli adulti trascurano, quelle piccole cose che sono quelle che realmente contano.
Da consigliare senz’altro, perché è scritto bene, è elegante, profondo e intelligente, ma senza far pesare per un solo istante queste qualità, perché mentre lo si legge è storia pura, un tuffo nell’infanzia e nella fantasia degna di Gaiman.

FRASI: 

– “Eh???» la interruppi. «Ma di cosa stai parlando?»
Posò il secchio di metallo sull’erba accanto a me, senza rovesciare una goccia. «L’oceano» disse. «Non voleva saperne di muoversi. Ci ha dato talmente filo da torcere che nonna adesso è andata a farsi un pisolo. Be’, alla fine comunque siamo riuscite a metterlo nel secchio.»”

–  “Adesso ti dico una cosa importante. Nemmeno gli adulti, dentro, hanno l’aspetto da adulti. Fuori sono grandi e grossi, sventati e sicuri di sé. Dentro, invece, hanno l’aspetto di sempre, quello che avevano alla tua età. La verità è che gli adulti non esistono. Non ce n’è nemmeno uno in tutto il mondo”

“Io pensavo agli adulti. Chissà se era proprio così, se davvero erano tutti bambini racchiusi in un corpo da adulto, come libri per bambini nascosti dentro lunghi e barbosi libri per i grandi, di quelli senza disegni e senza dialoghi””
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