E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche di Jack Kerouac e William S. Burroughs

TITOLO: E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche

AUTORI: Jack Kerouac e William S. Burroughs

EDITORE: Adelphi

ANNO: 2008

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TRAMA: 13 agosto 1944: il giovane Lucien Carr, per difendersi dalle avances dell’amico David Kammerer, lo ammazza e ne getta il corpo nelle acque dello Hudson. Due altri suoi amici, William Burroughs e Jack Kerouac, vengono arrestati per non aver denunciato l’omicidio. Forse anche per elaborare a modo loro l’accaduto, i due scrittori ne tracciano in seguito un resoconto a quattro mani iperrealistico e visionario, dissepolto solo in anni recenti. Raccontando a capitoli alternati, Burroughs e Kerouac assumono il punto di vista di due personaggi-narratori: Burroughs quello di Will Dennison, barista originario del Nevada, sempre preceduto dalla sua «ombra di un metro e novanta», Kerouac quello del marinaio Mike Ryko, «un finlandese diciannovenne dai capelli rossi». Attraverso il loro sguardo e intorno ai protagonisti del tragico fatto di cronaca vediamo così delinearsi una folta compagnia anarco-uto-pista e sgangherata, euforica e malinconica, che trascorre giorni e notti bevendo e fumando in pub luminescenti, leggendo Faulkner e sognando di raggiungere Parigi. Sullo sfondo, una New York caotica, atterrita e aggressiva, una metropoli di fine guerra in cui il caos visivo è tutt’uno con quello acustico, con le radio che trasmettono le note della Prima Sinfonia di Brahms o il reportage concitato di un giornalista su un circo in fiamme dove «gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche». In questo unico, anomalo dettato contrappuntistico il lettore può trovare miracolosamente armonizzati gli stili e le lingue di due protagonisti primari della beat generation: il realismo «on the road» con andamento jazz di Kerouac (specie nei dialoghi) e le accensioni lisergiche di Burroughs, preannuncio del suo sperimentalismo allucinato.

OPINIONE: “E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche” è un romanzo coinvolgente che riesce a rendere bene l’atmosfera e l’ambiente di questi innovatori della letteratura. L’accoppiata Burroughs-Kerouac è qualcosa di stilisticamente accattivante. Il libro è uno di quei lavori che ti incollano dalla prima all’ultima parola. Un favoloso modo per immergersi nella favolosa America di quegli anni. Un libro sicuramente consigliato a chiunque sia interessato alla Beat Generation e anche a chi non ne ha mai sentito parlare e vorrebbe avvicinarvisi.

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