Prima dell’alba di Paolo Malaguti

LA NOSTRA OPINIONE

TITOLO: Prima dell’alba

AUTORE: Paolo Malaguti

BIOGRAFIA: nato a Monselice (Padova) nel 1978. Attualmente lavora come docente di Lettere nella provincia di Treviso e di Vicenza.

EDITORE: Neri Pozza

ANNO: 2017

PAGINE: 299 pagine

PREZZO: Euro 17,00

 

CITAZIONE: “Fin dal primo giorno di trincea ha capito, come tutti, che in fin dei conti obbedire è più facile che disobbidire. Difficile da credersi, ma con tutta quella morte, anche morire ubbidendo a un ordine non è poi così complicato. Dai la colpa di tutto a un altro, che ti ha mandato a crepare. Tu hai fatto quello che ci si aspettava da te.E non eri solo nel farlo.”

TRAMA:

Prima dell’alba  è un romanzo storico che si svolge su due tempi: l’ottobre 1917, il disastro della battaglia di Caporetto e la lunga marcia di ripiegamento delle truppe italiane, e il febbraio 1931, col misterioso ritrovamento del cadavere di Andrea Graziani, Luogotenente Generale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, lungo i binari della ferrovia in direzione Prato.

LA NOSTRA OPINIONE:

Nei capitoli si alternano il racconto della vita nelle trincee, le indagini nelle stazioni ferroviarie, la ritirata dei fanti e le procedure giudiziarie sotto il fascismo, i bombardamenti e le  esplosioni e i mutilati che si aggirano tra i miserabili sopravvissuti con i segni di una tragedia che tutti preferiscono dimenticare. Emerge ben evidente il trauma della guerra e le cicatrici che lascia nella società italiana e di fare i conti con le conseguenze di quella violenza interiorizzata che segna per sempre gli uomini che l’hanno vissuta.

Ogni capitolo è preceduto dalla citazione di un episodio di fucilazione sommaria o da parole censurate di lettere dei soldati. È presente anche un glossrio, utile per comprendere il lessico di trincea utilizzato nei dialoghi  tra i soldati.

Questo libro è stato apprezzato da tutti i partecipanti alla riunione, poiché rappresenta uno spaccato profondamente realistico sia della durissima vita di trincea della Grande Guerra, sia della doppia verità del regime fascista, quella propagandata dall’alto e quella taciuta dai più ma ben più aderente al vero, a partire dai soprannomi di Graziani, definito “papà Graziani” dalla propaganda che ne impone un’immagine di padre comprensivo, “severo ma giusto”, al nomignolo che invece circolava tra le truppe italiane fin dalla Grande Guerra: “il boia”.

Una storia avvincente che ci ha permesso di  riflettere e approfondire su diversi temi.

Precedente Workshop fotografico Successivo Le parole di Sara di Maurizio De Giovanni