Le parole di Sara di Maurizio De Giovanni

Dall’incontro con Maurizio De Giovanni a Palazzo Mondadori abbiamo deciso di scrivervi

LA NOSTRA OPINIONE

TITOLO: le parole di Sara

AUTORE: Maurizio De Giovanni

EDITORE: Rizzoli

ANNO: 2019

Abbiamo avuto il piacere di incontrare Maurizio De Giovanni a Palazzo Mondadori a Milano in occasione dell’uscita del secondo capitolo della sua nuova serie “le parole di Sara”, firmato Nero Rizzoli, intrattenendo con lui una piacevole conversazione che vogliamo riassumere in questo articolo.

Torna il nostra amatissimo Maurizio De Giovanni con Sara, il perfetto connubio fra la malinconia di Ricciardi e l’ironia dei Bastardi. Una donna metodica e paziente, la quale ha passato la vita a decifrare i comportamenti degli altri, ma quando si è trattato di scegliere per la sua vita, non ha avuto dubbi: la mente ha fatto quello che il cuore le ha chiesto di fare.

«È una figura che non c’era, ed è difficile anche definirla, non è mai stata un agente operativo: per me è una giustiziera»

Sara era una donna invisibile e se prima voleva stare in disparte, allontanarsi dal mondo, ora, con la nascita del nipotino, ha cominciato a pensare che il mondo possa essere un posto migliore. Con questo nuovo capitolo riusciamo a rispondere a molte domande che nel primo libro erano state lasciate in sospeso. Molti tasselli rimasti oscuri ora tornano al loro posto grazie a tutta una serie di flashback che ci portano a scoprire qualcosa del passato delle due donne: Sara, detta dal colore dei capelli Mora, e Teresa, per lo stesso motivo chiamata Bionda, quando lavoravano fianco a fianco avevano un’intesa perfetta, da amiche, anche se nessuna delle due è disposta ad ammetterlo.

«Il legame tra queste donne è stata una sorpresa anche per me» ammette divertito de Giovanni e aggiunge: «Il mondo di Sara strizza l’occhio alle storie di John le Carré, in particolare ai romanzi con George Smiley, allo stesso modo come i miei modelli di riferimento sono stati per il commissario Ricciardi, Stephen King; e per i Bastardi di Pizzofalcone, Ed McBain».

Ci aveva fatto promettere di non diffondere questa frase in giro ma io trovo che sia meravigliosa per capire cosa stiamo leggendo. Il tutto viaggia in parallelo con l’indagine della scomparsa dello stagista.

In questo libro ritroviamo un De Giovanni che con il suo modo di scrivere preciso, affascianante e ricco si conferma un attento osservatore del dolore (e/o del senso di colpa) che segue una scomparsa o una separazione. Un trampolini che ci vuole portare ad un terzo capitolo, una serie che vale la pena seguire.

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