Il treno dei bambini di Viola Ardone

IL TRENO DEI BAMBINI

di Viola Ardone

LA NOSTRA OPINIONE

Viola Ardone con il suo “Il treno dei bambini” (Einaudi editore) ci ha davvero piacevolmente colpiti. Abbiamo scelto questo libro come romanzo del mese per poterne poi discutere insieme ed è stata davvero una bellissima scoperta!

Amerigo Speranza, protagonista del romanzo, è uno di quei bambini napoletani, scelti, grazie a un esperimento messo in opera dal Partito Comunista nel 1946, perché trascorressero un certo tempo con famiglie del nord Italia, al fine di alleviarne almeno temporaneamente i disagi dovuti a una condizione di vita di estrema povertà che, soprattutto il sud, stava vivendo.

Un romanzo commovente che si muove lungo i binari della nostra memoria. Un racconto che l’autrice decide di dividere in 4 parti: nelle prime 3 troviamo la storia vissuta con gli occhi di Amerigo bambino, il quale ci racconta le sue vicissitudini con un linguaggio fresco e genuino tipico dell infanzia che conferisce alla prima parte del romanzo un realismo poetico; nell’ ultima parte troviamo un Amerigo realizzato e adulto; un finale purtroppo poco approfondita ma che ci ha toccato e commosso e nell’insieme ha reso questo romanzo, in una sola parola, bello.

La crescita di Amerigo (e tanti bambini come lui) avviene tra dolorose separazioni e ricongiungimenti, in un alternarsi di affetti persi e ritrovati e la sua storia ruota intorno all’amore per la madre, la quale è sempre un pensiero costante ma di cui ne percepisce i limiti che saranno il motivo del loro allontanamento. Fra prolungati silenzi e sentimenti non espressi ci troviamo davanti ad una lettura che scalda il cuore e non delude le aspettative.

“Ognuno dice una cosa diversa: chi sa che ci venderanno e ci manderanno all’America per faticare, chi dice che andremo in Russia e ci metteranno nei forni, chi ha sentito che partono solo le creature malamenti e quelle buone se le tentono le mamme, chi non se ne fotte proprio e continua come se niente fosse, perché è ignorante assai.”

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